mercoledì 6 agosto 2014

Summer Tips, ricette per l'estate

Finalmente vedo le vacanze apparire all'orizzonte... ancora un paio di giorni di passione e poi... liberaaaaaaa!!! :)

Prima di lasciarvi, vi invito a fare un piccolo giro nel mio blog con qualche suggerimento estivo.

Ma tornerò presto, dopo aver fatto conoscenza con la cucina portoghese: non vedo l'ora!

La ricetta chic:
 
La ricetta greca:
 
La ricetta salutare:
 
La ricetta firmata:
 
La ricetta detox:
 
La ricetta golosa:
 
 
Arrivederci a presto :)
 
 
 
 

sabato 26 luglio 2014

Un dolce per l'estate: "Strisce" golose di frutta

Volete un dolce facile?
Goloso?
Veloce?
Leggero?

Eccovi accontentati con LA ricetta per l'estate!
Copiata pari pari dall'ultimo numero di Elle à table...
Ma quanto mi piace questa rivista!!!

La base è una pasta a metà tra la meringa e il pan di spagna: non c'è burro e delle uova si usano soltanto gli albumi. Il tutto viene spalmato con una semplice crema al mascarpone e yogurt e decorato con colorati frutti di bosco. Semplice no?

Strisce golose di frutta
(Tartes au mètre)
da Elle à table, nr. 95 lug-ago 2014



ingredienti per 6 persone
 
per la base:
3 albumi di uova codice "0"
70 g di mandorle macinate finemente
30 g di zucchero semolato
70 g di zucchero a velo
35 g di farina 00
 
per la farcitura:
400 g di frutti di bosco (fragole, mirtilli, ribes, lamponi)
3 albicocche
20 g di burro
20 g di zucchero semolato
200 g di mascarpone
100 g di yogurt greco
50 g di zucchero a velo
1 bacca di vaniglia
 
Accendete il forno a 210°C.
Rivestite una placca con carta forno.
 
Preparate la base: con le fruste elettriche montate gli albumi a neve ben ferma, versando alla fine lo zucchero a pioggia. Con l'aiuto di una spatola di gomma aggiungete delicatamente le mandorle macinate, lo zucchero a velo e la farina setacciata, mescolando dall'alto in basso.
Spalmate l'impasto - che risulterà piuttosto morbido - sulla placca rivestita di carta forno, dandogli una forma rettangolare (circa 25 x 20 cm) e circa 1 cm di spessore.
Cuocete nel forno preriscaldato per 8-10 minuti.
Sfornate, lasciate raffreddare e poi staccate delicatamente la carta forno.
 
Tagliate a pezzetti le albicocche, poi passatele qualche minuto in padella con il burro, lo zucchero e 1 cucchiaio d'acqua. Lasciate raffreddare.
 
Lavate i frutti di bosco e asciugateli delicatamente.
 
In una ciotola lavorate con una frusta il mascarpone, lo yogurt, i semi della bacca di vaniglia e lo zucchero a velo.
 
Con un coltello affilato ritagliate delle strisce di impasto regolandovi sulla grandezza dei frutti. Spalmate uno strato di crema al mascarpone su ogni striscia e decorate con la frutta.


Se desiderate mangiare le strisce senza posate, ad esempio utilizzandole per un buffet, vi consiglio di tagliarle a pezzetti: sono altrettanto belle e comodissime da prendere con le mani!

Il dolce è migliore se viene mangiato subito. Altrimenti potete preparare in anticipo sia la base che la crema (che terrete in frigorifero coperta da pellicola) e assemblare il dolce solo al momento di servirlo.

giovedì 17 luglio 2014

Insalata da Tiffany: perché #questoepiubello



Eccolo il secondo libro della collana dell'MTChallenge: Insalata da Tiffany!!!
Le insalate sono le indiscutibili protagoniste, come non le avete mai viste, e ripropongono la sfida della famosa Caesar Salad.

Ci sono 41 ricette di "insalate da Tiffany", ossia pensate non come contorni o piatti veloci, ma come vere e proprie protagoniste delle nostre tavole, secondo la moda inaugurata da Escoffier & Co. al tempo della nascita dell'alta ristorazione.
Seguono 53 "pezzi facili", cioè insalate nel senso più classico del termine.
Non mancano i condimenti: emulsioni di ogni tipo, aceti, olii, sali aromatizzati, citronette, vinaigrette, maionesi e tutto quanto serve per condire l'insalata in modo da renderla originale e sempre diversa.
E poi c'è tutto il resto: il c'era una volta, la parte storica e quella tecnica, le attrezzature, i consigli, il come si fa...

Volete un assaggio?


 

E anche stavolta avete l'occasione di fare del bene:
Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta, dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

Informazioni sul libro:
Titolo: INSALATA DA TIFFANY
Pagine: 144
Costo: 18,00 euro
Codice ISBN: 978-88-6373-288-7
Casa editrice: SAGEP EDITORI - GENOVA
A cura di Alessandra Gennaro
Illustrazioni di Mai Esteve
Fotografie di Paolo Picciotto
Impaginazione di Barbara Ottonello
Direzione editoriale di Fabrizio Fazzari 

Per acquistare il libro:
- Sagep 
- Amazon 
- ibs

Non vi resta che acquistarlo, ci troverete anche un mio piccolo contributo :)



martedì 15 luglio 2014

Carbonara vegetariana per il Recipe-tionist

C'era una volta una ragazza che aveva tanto tempo da dedicare al suo blog.
Cucinava, fotografava, scriveva ed era felice.
Passava ore a leggere ricette, lasciava commenti e partecipava ai contest e alle altre mille iniziative delle sue amiche blogger.
E... visse per sempre felice e contenta??
...
Intanto non è più una ragazza.
Poi non ha più tempo, zero.
E quando - per caso - una sera ne ha un briciolino, deve litigare con la figlia per il possesso del computer!
Ma stavolta ho vinto io (ecchediamine) e approfitto al volo per dedicare questa ricetta a due care amiche e al contest più simpatico del web.

L'idea del Recipe-tionist è di Flavia, la ricetta è della Mai: girls, this is for you!!!

La versione originale la trovate qui, io ho usato dei fagiolini al posto degli asparagi (perché non li ho più trovati...)

Carbonara vegetariana ai fiori di zucca e fagiolini
da una ricetta di Mai - Il colore della curcuma



ingredienti per 2 persone:
180 g di pasta lunga (spaghetti, linguine)
150 g di fagiolini
10 fiori di zucca
1 uovo codice "0"
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
mezza noce di burro
sale
pepe macinato al momento
per decorare:
scaglie di parmigiano
pinoli tostati


Mettete a bollire abbondante acqua per la pasta.

Lavate e mondate i fagiolini.
Sbollentateli per 6-7 minuti in acqua leggermente salata, scolateli e lasciateli raffreddare un poco. Tamponateli con carta da cucina e tagliateli a pezzetti.

Lavate delicatamente i fiori di zucca, eliminate il pistillo e tagliateli a pezzetti (ottimo il suggerimento di Mai di usare delle forbici da cucina!).

Quando l'acqua bolle salatela e buttate la pasta.

In una ciotola capiente sbattete bene l'uovo insieme al parmigiano grattugiato, salate e pepate.

In una padella scaldate l'olio, poi versate i fagiolini e fateli saltare per un paio di minuti. Unite i fiori di zucca e fate saltare anch'essi per un minuto.

Scolate bene la pasta e versatela immediatamente nell'uovo sbattuto, aggiungete il poco burro e mescolate bene. Aggiungete le verdure con il loro olio e mescolate ancora.

Impiattate formando dei nidi di pasta, decorate con scaglie di parmigiano e pinoli tostati e servite subito.


Taaaaanto tempo fa avevo vinto un'edizione del contest con un piatto di spaghetti...  e siccome non c'è uno senza due, con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di luglio/agosto 2014! ;)


domenica 29 giugno 2014

Un altro mondo a un passo da casa... lezioni di cucina e vita nelle Langhe

Ho scoperto che a poco più di un'ora da Milano esiste un altro mondo.
Un mondo dal ritmo calmo, fatto di colline, castelli, vigne e persone meravigliose.
Persone che parlano con parole appassionate, attraverso gesti antichi e sapienti, che ti conquistano con sorrisi disarmanti, persone che rispettano la propria terra e le proprie tradizioni.

(da sin.) Mariuccia Bologna, Violetta Lovisolo, Anna Bardone
e l'orecchino in tema di Marina Ramasso
 
Il 21 giugno sono stata ospite, insieme a tante altre wine-blogger e food-blogger, dell'ICIF (Italian Culinary Institute for Foreigners) a Costigliole d'Asti tra Langhe e Monferrato, dove l'Associazione Donne del Vino del Piemonte ci ha invitate in occasione dei festeggiamenti per i loro 25 anni. Queste donne formano un gruppo formidabile di vignaiole, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste, tutte impegnate in prima persona nel mondo del vino.
L'evento principale attorno al quale ruotano tutte le iniziative è la mostra di vignette sul vino (era la collezione privata di Vincenzo Buonassisi), esposta nelle sale del castello medioevale di Costigliole.
 
 
Le aule dell'ICIF sono moderne e ben attrezzate; è bello poter fare lezione qui, sul bancone di marmo lunghissimo dell'aula di pasticceria, realizzare con le proprie mani degli agnolotti nell'aula first dishes e sognare, anche solo per un giorno, di essere un "vero" allievo di cucina!

 
La giovane e solare Alessandra Bardone, nipote della mitica Anna e rappresentante della 5a generazione (!) di gestori del Ristorante Belbo da Bardon a San Marzano Uliveto, ha preparato per noi il dolce tipico di queste zone, il bonet. La nonna l'osservava attenta ed orgogliosa, ma non è mai corsa in suo aiuto, perché "ormai tocca ai giovani, neh!". La ricetta l'ho segnata per filo e per segno... prossimamente su questi schermi :)
 
Dall'aula pasticceria ci siamo spostate in quella dedicata ai primi piatti, dove ogni postazione è dotata di una macchina per tirare la sfoglia (mi sono immaginata legioni di coreani, giapponesi, russi alle prese con questo attrezzo...). Qui abbiamo avuto l'onore di vedere all'opera una vera istituzione della cucina piemontese: la Sig.ra Violetta, che tutti chiamano così ma che in realtà si chiama Maria Lovisolo, infaticabile e tostissima 84enne e "maestra di finanziera", preparare per noi l'aspic più buono dell'universo. Non esagero. Non dimenticherò mai più questo antipasto meraviglioso e non avrò pace finché non l'avrò rimangiato al ristorante Violetta a Calamandrana! Infatti questa ricetta non l'ho trascritta... trooooppo lunga da fare...
 
 
 
Ma finalmente tocca a noi, finalmente mettiamo le mani in pasta!
Mariuccia Bologna, un concentrato di energia e simpatia, della Trattoria I Bologna a Rocchetta Tanaro ci insegna a fare gli agnolotti al plin, cioè col "pizzicotto". Il ripieno di carne stre-pi-to-so  l'aveva già preparato lei in precedenza (ma ci ha dato la ricetta, olè!), così come la sfoglia che tira davanti ai nostri ammirati occhi con l'aiuto della "monferrina". Mariuccia ha una manualità pazzesca, sforna ravioli perfetti e identici a una velocità incredibile! Ma anche noi blogger ce la caviamo e produciamo degli agnolotti più che passabili, che più tardi mangeremo tutte insieme nella magnifica sala del castello di Costigliole.
 
video
  
A pranzo, oltre agli agnolotti, assaggiamo anche l'aspic, delle gustosissime acciughe con salsa di nocciole preparate per noi da Piercarla Negro della Vineria Mezzolitro di Alessandria e il dolce bonet, il tutto annaffiato dagli ottimi vini delle nostre amiche produttrici. Non ci hanno fatto mancare nulla!
 
Poi torniamo nell'aula pasticceria, dove ci aspetta Marina Ramasso, proprietaria dell'Osteria del Paluch a Baldissero Torinese. Marina è una donna straordinaria, che con la sua passione pacata e gentile mi ha letteralmente e definitivamente conquistata. Insieme a lei abbiamo preparato una composta con le piccole e croccanti pere verdi di San Giovanni. Marina le ha cotte con poco zucchero (non pesato, ma rigorosamente messo a occhio) per poco tempo, in modo da non far perdere il colore alla frutta. Il mantra di questa chef è "bisogna saper ascoltare gli ingredienti... dicono loro quando sono pronti!". Non è meraviglioso?
 
Finite le lezioni di cucina, abbiamo potuto visitare le antiche cantine del castello e la mostra "Di Vigna in Vignetta", poi ognuna di noi è stata presa in consegna da una Donna del Vino. Io ero stata "abbinata" a Bruna Ferro dell'Azienda Agricola Carussin, la quale però quel weekend era in viaggio col marito per festeggiare l'anniversario di matrimonio. Di me si è dunque occupato il figlio Luca, gentilissimo e disponibilissimo, che mi ha pazientemente scarrozzata per le colline langarole con la sua rustica auto :) Anche la cena ci è stata offerta: altri fantastici piatti piemontesi li ho potuti assaggiare alla Cascina Collavini, questa volta abbinati a una birra prodotta da Luca... ebbene sì, lui non segue al 100% la tradizione vinicola di famiglia, ma produce ottime bionde artigianali presso un birrificio di Vercelli.
 
 
Dopo questa intensa ed emozionante giornata Luca mi ha accompagnata alla Tenuta dei Fiori a Calosso, una cascina ristrutturata in mezzo alle vigne, che Valter Bosticardo gestisce con la giovane moglie svizzera. Producono ottimo vino biologico, tra cui il raro rosso DOC "Gamba di Pernice", e affittano alcune stanze e appartamentini. Io ho passato una notte da regina nella mansarda con vista sui vigneti :)
 
Al mattino una leggera colazione sotto il porticato, un interessante giro per la vigna insieme a Valter e via, ritorno a Milano con tanta nostalgia e un bagaglio di ricordi che mi accompagneranno per molto tempo ancora...
 
Tenuta dei Fiori - Calosso
 
Ringrazio le Donne del Vino per l'eccezionale ospitalità e la forza del loro gruppo.
Ringrazio Fiammetta Mussio e Marianna Natale per la perfetta organizzazione e il loro sorriso.
Ringrazio Luca Garberoglio per la sua disponibilità e per avermi fatto riflettere, a sua insaputa, sul ritmo della vita.
Ringrazio Chiara e Antonella per avermi fatto compagnia durante il viaggio.
Ringrazio Cinzia, lei sa perché.
E infine ringrazio di cuore l'AIFB per aver permesso tutto questo!
 
 
 

lunedì 16 giugno 2014

L'ho battezzato... di nome e di fatto!

Signore e signori, vi presento il mitico, l'unico, insuperabile, indispensabile oggetto del desiderio di ogni cuoca/o che si rispetti, un trofeo che non può assolutamente mancare nella cucina di un/a foodblogger e soprattutto di chi ama preparare dolci e torte come me! Finalmente sono anch'io l'orgogliosissima proprietaria di...


Non è bellissimo???
Dopo avergli dato un nome e il benvenuto nella mia cucina, dopo averlo immortalato da ogni angolo manco fosse Brad Pitt, dopo aver chiamato il vicinato tutto ad ammirarlo, l'ho inaugurato con una torta semplice, deliziosa, cioccolatosissima, addirittura gluten-free... in una parola: perfetta!

Ricetta copiata pari pari dalla mitica Araba felice alias Stefania, preziosa compagna di Starbooks, alla quale mi rivolgo sempre quando cerco un'idea da "porca figura"... con lei non si sbaglia mai!


ingredienti per una tortiera di 24 cm di diametro:
200 g di cioccolato fondente al 70%
150 g di burro (danese o tedesco)
4 uova codice "0", tuorli e albumi separati
175 g di zucchero semolato
4 cucchiai colmi di fecola di patate
un pizzico di sale
zucchero a velo, per decorare
 
Spezzettate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria insieme al burro. Attenzione a non scaldare troppo il composto, poi fatelo raffreddare completamente.
Montate i tuorli con lo zucchero semolato e il pizzico di sale con le fruste elettriche (oppure con Mr. Orange!!!!), mentre a parte montate gli albumi a neve ben ferma.
Unite i 4 cucchiai di fecola di patate al composto di tuorli e mescolate. Aggiungete il composto di burro e cioccolato ormai a temperatura ambiente e girate bene.
Infine unite delicatamente gli albumi a neve con una spatola di gomma, facendo attenzione a non smontare il composto.
Versate il composto nella tortiera imburrata e infarinata con un po' di fecola (oppure ricoperta con carta forno) e cuocete in forno statico preriscaldato a 160°C per circa 35-40 minuti. La torta rimarrà bassina e deve risultare un po' morbida al centro.
Sfornate la torta, fatela raffreddare completamente, toglietela dallo stampo e spolveratela di zucchero a velo. E' ottima anche servita con panna montata.